Quando un neonato può iniziare ad andare in piscina?

On 14 novembre 2017 by karenpozzi@hotmail.it

Lo sport è la più grande passione di me e Luca e allora cerchiamo di coinvolgere Stella che è sempre presente alle mie lezioni di MammaFit e viene con noi in montagna nella fascia e tra poco nel marsupio. Ora tocca a lei: ho iscritto la mia bimba in piscina! Ho chiesto a un’istruttrice di acquaticità, perchè così si chiama il primo corso per neonati, di dare qualche informazione alle mamme che vogliono fare lo stesso e hanno qualche dubbio a riguardo.

 

“L’acqua non oppone resistenza. L’acqua scorre. Quando immergi una mano nell’acqua senti solo una carezza. L’acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L’acqua è paziente. L’acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l’acqua”
Mi piace iniziare a scrivere questo articolo riportando una frase che nella mia vita ha sempre rappresentato molto ed avvalorato la mia idea riguardo ai benefici che l’acqua può avere sulle persone, soprattutto in giovane età. Per questo ritengo sia molto importante un approccio in ambiente acquatico fin dai primi mesi di vita per i neonati; il nuoto infatti favorisce lo sviluppo del bambino in ambito psicologico, cognitivo ed emotivo. L’acqua può dare informazione al genitore sulle varie fasi di crescita del bambino dal momento che in acqua lo schema motorio del neonato dipende dalla morfologia, dal peso specifico, dalla mobilità articolare e della maturazione del sistema nervoso. Da 0 a 3 anni rafforza il rapporto genitore figlio e si rafforzano i meccanismi di apprendimento. L’istruttore è un suggeritore che insegna al genitore le prese e l’utilizzo del materiale didattico, guida e gestisce giochi e canzoncine.

Obiettivi specifici delle lezioni sono: miglioramento condizioni fisiche del bambino, trasmettere gioia e divertimento per l’ambiente acquatico e miglioramento ambientamento in acqua. Una mamma deve osservare bene il regolamento generale della scuola nuoto, sapere che il bambino dopo la lezione può piangere a causa della sete e deve fargli la doccia per togliere i residui di cloro con un detergente poco aggressivo per non rovinare la sua pelle. È molto utile anche che la mamma sappia che il neonato per un pò sott’acqua non “beve”, perché c’è un meccanismo istintivo d’apnea che fa chiudere l’epiglottide e non consente all’acqua di passare.

I bimbi solitamente sono ammessi ai corsi al terzo mese di vita, dopo aver effettuato la prima vaccinazione.  Le fasi di un corso neonatale sono in progressione: il primo approccio con il piccolo in acqua, l’autonomia del bambino nello stare in acqua passando da momenti di solo contatto con i genitori a brevi momenti con l’istruttore e l’eseguire immersioni: passive, attive, le riemersioni e la completa autonomia. Di fondamentale importanza è la stimolazione motoria e sensoriale ma anche il rilassamento, le coccole e il confronto con l’istruttore di riferimento del corso per capire quali sono i reali miglioramenti del bambino.

Mi auguro che il mio articolo possa aiutare le mamme che vorranno in un futuro portare i loro figli in piscina e a voi mamme faccio un grandissimo in bocca al lupo per la vostra futura esperienza.

Sara Morelli
Laureata in Scienze Motorie, con laurea magistrale in Attività Motoria Adattata
Ha svolto attività di rieducazione e potenziamento presso vari centri sportivi e specialistici, in particolare la cooperativa Il Gabbiano, di Vighizzolo, ed il centro sportivo Eracle Sport Center di San Fermo della Battaglia. Istruttrice di nuoto e lezioni di idrokinesi terapia in acqua.
Brevetto di istruttrice Pancafit nel 2014, presso l’istituto Posturalmed del dottor Raggi. Insegnante di scienze motorie al PontificioCollegio Gallio a Como dove insegno in vari cicli di studi per varie fasce di età partendo dalla scuola elementari per arrivare ai Licei.

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