Intervista a Francesco Puppi, corsa in montagna e maratona a confronto

On 20 novembre 2017 by karenpozzi@hotmail.it

Dopo aver corso la maratona di New York nel 2014, ogni anno la seguo da casa e ogni volta mi emoziono, soprattutto quando so che a correre ci sono persone che conosco e che hanno la fortuna di vivere quest’avventura. Mi piace poi ascoltare il racconto di ognuna di loro, è come rivivere quei momenti. Quest’anno una persona in particolare ha richiamato la mia attenzione e lui è Francesco Puppi, campione mondiale di corsa in montagna su lunghe distanze. Volevo conoscere proprio la sua esperienza per diversi motivi: anch’io amo la montagna come lui e forse frequentiamo gli stessi sentieri dal momento che viviamo molto vicini, anche Luca a breve parteciperà a una maratona e per questo volevo che le fornisse qualche consiglio e sapere quali differenze ha percepito e vissuto rispetto alla sua disciplina principale.

Sei un runner di corsa in montagna..come mai hai deciso di correre una maratona? E perchè quella di Ny?
Corro in montagna ma atleticamente sono nato su pista e sulla strada. Ho iniziato a fare atletica come tantissimi ragazzini partecipando alle campestri, alle corse su strada e alle gare in pista dall’età di 6 anni. Ho iniziato a correre anche in montagna dopo i 20 anni..e ho scoperto che forse quella era la mia specialità. Nelle ultime tre stagioni ho investito molto tempo e energie nella corsa in montagna, ottenendo risultati e grandi soddisfazioni, ma scoprendo soprattutto un mondo bellissimo e persone straordinarie. Ho deciso di correre la maratona perchè era un sogno che avevo fin da bambino. Per me rimane una delle espressioni più pure dell’atletica. Sognavo di essere maratoneta come i miei miti di cui leggevo le storie e guardavo le imprese quando ero ragazzino. Per via di vari problemi e infortuni non ero riuscito a esordire in maratona a 21 anni, quando avrei voluto correre la prima. Quest’anno è arrivata l’occasione di New York perchè con il mio allenatore Tito Tiberti e la mia ragazza Gloria Giudici avevamo deciso di fare questa esperienza e questo viaggio a conclusione della stagione. Non per un motivo particolare, ma la voglia di vivere un’esperienza intensa e una vacanza insieme.

Differenze tra una maratona e una gara di corsa in montagna su distanza simile?
La maratona presuppone l’individuazione di un ritmo al quale correre, un passo costante da allenare e al quale bisogna cercare di attenersi durante tutta la gara. Serve grandissima concentrazione, molta resistenza e qualità fisiologiche da sviluppare nella preparazione. In montagna è diverso, le caratteristiche del terreno implicano che non ci sia mai un ritmo costante o un’azione muscolare uguale a se stessa: il ritmo è dettato da condizioni esterne e la chiave è l’adattamento al percorso. Salita, discesa, piano, falsopiano, con tutte le sfumature di terreno, pendenze, clima, superficie…da questo punto di vista è più facile della maratona. La maratona è una gara di resistenza alla velocità. E’ molto diversa da una gara in montagna, ma non meno affascinante.

Hai seguito un allenamento specifico per la maratona? Secondo te una persona che ha sempre fatto gare di corsa in montagna su distanze simili alla maratona puo’ partecipare a una di queste senza fare un allenamento specifico perchè tanto “ha i km nelle gambe”?
Mi sono preparato in modo specifico per la maratona da inizio settembre. Ho svolto due mesi di preparazione incentrati sullo sviluppo di qualità utili alla maratona: prima un richiamo di velocità, poi qualità aerobiche e un progressivo incremento delle distanze su ritmi vicini al ritmo gara. Partivo già da una buona base di fondo a causa della preparazione che avevo svolto per i mondiali di corsa in montagna in agosto, però è stato fondamentale svolgere allenamenti specifici su strada e gare di preparazione. Non credo che possa essere molto soddisfacente andare a fare una maratona avendo nelle gambe solo i km della corsa in montagna: per come la penso, la soddisfazione in un risultato è proporzionale all’impegno che ci metto per raggiungerlo. Sicuramente si può pensare di partecipare e concludere una maratona avendo sempre fatto solo corsa in montagna, però è difficile che il risultato sia vicino a quello che sarebbe possibile esprimere avendola preparata. Nel mio caso, comunque, l’allenamento per la corsa in montagna non è così diverso da quello per la maratona: la maggior parte degli allenamenti sono comunque su terreno pianeggiante o collinare, con anche molti lavori in pista e su strada. La preparazione specifica per la maratona è stata svolta soprattutto attraverso i lunghi corsi vicino al ritmo gara, i medi variati, le ripetute su strada. Rispetto alla preparazione per la corsa in montagna, l’unica qualità che non ho potuto allenare, anche per mancanza di tempo, è stata la forza.

Il tuo risultato ti ha soddisfatto?
Sono contento del mio risultato ma soprattutto sono felice dell’esperienza vissuta con il mio allenatore Tito e con Gloria. Avere la possibilità di debuttare da elite a New York è qualcosa di incredibile, per l’ambiente, l’atmosfera, la cura nei dettagli, la diversità, le persone..tantissime cose. Come tempo finale speravo di fare un pochino meglio, ma in un contesto del genere e all’esordio non è poi tanto male. Durante la gara ho avuto qualche problema e crisi che sono stato in grado di gestire, ma che non mi ha permesso di correre forte, fin dall’inizio. Per come stavo il giorno della gara, credo che il risultato sia quasi il massimo che potessi ottenere.

Pensi che rifarai un’altra maratona?
Credo proprio che farò un’altra maratona…la voglia c’è ed è moltissima, la rifarei in primavera, ma dedicherò quel periodo a sviluppare altre qualità che saranno utili a migliorare su tutti i fronti, anche la maratona. La prossima probabilmente sarà nell’autunno 2018.

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